E’ il probabilmente il dilemma più insolubile della storia del calcio: chi è il più forte calciatore esistito? Pelè o Maradona?
Noi una risposta ce l’abbiamo e si inserisce tra le altre milioni di opinioni degli appassionati (si inserisce ovviamente al primo posto, quale opinione di due autorevolissimi esperti): il più forte è Maradona!!!
Inanzitutto perché, nonostante abbia conquistato meno successi a livello di nazionale nei campionati del mondo (uno solo nell’86 in Messico, contro i 3 di Pelè nel ‘58-’62-’70), ha avuto il coraggio di sbarcare in Europa, dove i campionati sono sempre stati molto più impegnativi, e lì è riuscito ad imporsi come dominatore, mentre il campione brasiliano è rimasto tutta la cariera in Brasile giocando con la maglia del Santos e gli ultimi anni negli USA con i New York Cosmos.
Altri due fattori fanno pendere la bilancia a favore del talento argentino: il periodo storico in cui ha giocato (a cavallo fra gli anni ‘80 e ‘90) e le squadre che ha portato alla vittoria (Boca Juniors, Barcellona, Napoli, Argentina):
non scordiamoci che Pelè ha giocato in una fase in cui il calcio era ancora in uno stadio “grezzo” quando c’era molto più tempo per ragionare e quindi più spazio a disposizione per i giocatori più atletici, quando i difensori erano spesso di scarsa qualità e seguivano meramente l’uomo da marcare.
Maradona invece si è dimostrato dominante dopo 2 “rivoluzioni” del calcio: quella del “calcio totale” olandese e quella di Sacchi, che hanno portato ad un calcio ormai moderno dove ormai bisogna prendere scelte in un lasso rapidissimo di tempo (spesso una frazione di secondo) e le marcature sono certamente più asfissianti.
Infine il secondo, ma non meno importante aspetto, è che Maradona si è trovato spesso a dover trascinare da solo la squadra, senza altri grossissimi talenti, ed è portarla alla vittoria (1 scudetto, 1 coppa italia e 1 coppa UEFA col Napoli che non ha vinto nient’altro nella sua storia) mentre Pelè è stato attorniato in diverse occasioni della sua carriera da altri fenomeni che gli hanno agevolato il lavoro (basti pensare che ad esempio nel mondiale del ‘70 Jairzinho segnò circa il doppio dei suoi goal e Pelè risultò solo terzo fra i cannonieri brasiliani).


bile”. Se poi magari è anche un genio in matematica, allora lo chiameremo “un disabile bravissimo in matematica, quindi diversamente abile”. Altro esempio: se esco dal mio collegio e vedo una persona originaria dell’Africa subsahariana, dovrei dire che è una persona “di colore” (o diversamente colorata?)… Ma di che colore, cazzo? Blu, giallo, porpora, fucsia?!? Violetto, celeste, arancione?!? Sono neri e come tali vanno chiamati.
Tappa terza (ore 23:00): In giro per Padova oppure in discoteca, a seconda della serata…
Amanti dell’italico prosperoso seno, unitevi!
Tutti noi apprezziamo il grandissimo e “immortale” filosofo tedesco Friedrich Nietzsche. Un’intera parte della sua filosofia è in sostanza una profezia sulla venuta del superuomo, un uomo superiore che si imporrà con la sua superiorità sugli altri uomini.
Il film di Mel Gibson appena uscito nelle sale ha lasciato non pochi strascichi di polemica in Italia, dato che il nostro paese è stato l’unico in Europa a non avere vietato la visione del film.
Ahi, ahi ci siamo lasciati le vacanze alle spalle ragazzi!! Purtroppo dobbiamo ritornare alla dura vita scolastica…
Salutando un sole troppe volte già visto, nel luglio 2006 cinque amici troppo giovani per rimpiangere un passato troppo vicino e con un futuro con troppi punti di domanda da prevedere, partono per un viaggio verso la capitale della notte.
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